Oggi sarei riuscito a dormire un po di più ma c'è da partire per la Cambogia. La procedura sta mattina è un po diversa, sveglia, preparazione zaino, check out, caffè e che caffè questa mattina, mi sono fermato in un posticino sulla strada e mi hanno fatto il caffè vietnamita che non avevo ancora bevuto, è buonissimo! Ha un buon retrogusto di cioccolato ed è anche diverso da fare, portano un bicchierino di ferro col filtro con il caffè in polvere dentro da mettere sopra il bicchiere, ci versi l'acqua bollente e il caffè gocciola piano piano nel bicchiere, mi dispiace averlo scoperto solo l'ultimo giorno di Vietnam.
Bevuto il caffè vado in agenzia dove viene il solito pulmino a recuperarmi e portarmi alla stazione dei bus.
Ore 9,30 si parte ma col casino di traffico che c'è usciamo da Ho Chi Minh solo dopo un ora. Nel frattempo il ragazzo che assiste l'autista passa a raccogliere i passaporti. Nel mio cerca il visto che non c'è e vuole anche il visto per entrare in Cambogia che non c'è neanche quello. Sto ragazzo è andato in panico, fosse per lui mi avrebbe scaricato subito ma dopo un bel giro di telefonate e l'aiuto di un passeggero che parla sia viet che inglese si è capito che si può fare tutto in frontiera ma ci vogliono 35 dollari (per lui un patrimonio visto come l'ha detto) mentre farlo online dall Italia costa 30 dollari...
È mezzogiorno passato da poco che siamo in frontiera e descrivervi quella vietnamita... non ci si può credere, la gente entra e esce come fosse casa sua, gli accompagnatori portano pacchi di passaporti al militare che li timbra a raffica senza neanche guardare di chi sono. Intanto il ragazzo mi ha fatto il visto, bravo!
Quando si passa a quella Cambogiana le cose si fanno un po più serie ma mica di tanto, le foto che avevo portato per il visto non servono perché te la fa direttamente il frontaliere che intanto ti prende anche le impronte e via che sei in Cambogia. Dei bagagli non è fregato proprio niente a nessuno, potevamo portare un pullman di droga che sarebbe passato tranquillamente. In fondo meglio così, poche storie e si parte.
Appena passata la frontiera sembra di essere in Slovenia, pieno di casinò a cinque stelle (si vede che i vietnamiti vengono di qua a giocare come fanno gli italiani in Slovenia...) e pieno di lavori, stanno rifacendo strade e palazzi nuovi, bravi loro. Appena finiti i bei locali ci fermiamo in una bettola a pranzo convenzionato, prendi quello che vuoi per due dollari, io ho preso le uniche cose che riconoscevo ovvero riso bianco e fagiolini. Meglio stare leggeri quando si viaggia...
Il resto del tempo l'ho passato a osservare e quello che ho visto non è lontano da quello che mi aspettavo, una cosa che mi ha fatto impressione è vedere la quantità di plastica ai lati della strada, ma non solo nel fosso li vicino ma fino in mezzo ai campi. Ho notato che a fianco di ogni casa ammucchiano la plastica da una parte e le lattine da un altra il problema è che la prima folata di vento porta tutto in giro e anche in parecchi incroci nel fosso ammucchiano sacchetti di spazzatura. Tutto questo in campagna, la città di Phnom Penh assomiglia molto a Ho Chi Minh, incasinata e non molto pulita, una differenza... Si vede che commerciano auto con la Thailandia perché ci sono molte auto con la guida a desta come in thai. Arrivo all hotel e, mi sono trattato bene. Camera matrimoniale al settimo piano con balcone e vista sul palazzo reale. Al 14esimo piano lounge bar e piscina. Vedrete le foto.
Come sempre appena cambio nazione serve la Sim nuova e proprio di fronte all hotel c'è un negozietto dove una bella ragazzina mi cambia la Sim e mi setta il cell e anche questa è fatta. Torno in camera a riposare un po e riattacca a piovere ufffff. Cerco di dormire ma alle otto mi viene una fame... Allora mi preparo e scendo. Fuori dall hotel ci sono i soliti tuctuc e provo a contrattare con uno. Gli chiedo di portarmi al mercato coperto ma è già chiuso e quelle poche banchette aperte non hanno niente di commestibile allora mi porta in un posto lui (nel quale prenderà sicuramente qualche soldo) e ho scelto la cucina Kmer. Non male. Il piatto si chiama My Cha e sono noodles fatti a mano con verdure piccanti. Niente birra sta sera perché quella di qua l'ho presa oggi a pranzo e non sono riuscito a berla, troppo gasata. Quello del tuctuc col cavolo che mi molla, non ha voluto essere pagato prima così mi porta a spasso ancora un po. Gli chiedo di portarmi in un locale bellino e, mi è piaciuto il posto. Parecchie coppie e solo gente che vuole stare tranquilla. Quando si ferma per lasciarmi in questo "bar" gli dico che può andare ma lui tranquillo dice che mi aspetta, guardo la mappa nel cell ed è a due minuti dall hotel. Si sente un po scoperto e per tutta la serata vuole 5 dollari ma con la promessa che domani sarà il mio autista.. e va beneee...
Com'è ormai usanza prima di andare a letto mi bevo un buonissimo mojito con zenzero e lemongrass, provatelo!!
mercoledì 5 giugno 2019
Da Ho Chi Minh a Phnom Penh
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